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Le strade di Torino


Racconto di una domenica di Artissima…

Racconto di una domenica di Artissima…

Quello che una persona normale farebbe in una domenica mattina di pioggia di Novembre? Stare a casa e salutare l’arrivo (tanto agognato) del freddo con fiumi di tè caldo e una coperta sulle gambe… Invece, io la scorsa domenica, non riuscivo a togliermi dalla testa il consiglio della mia professoressa di Storia della Fotografia, ossia di non perdere per alcun motivo Artissima. Così invece di indulgere nella tranquillità del mio appartamento e di trascorrere il weekend circondata da libri, ho deciso di lasciare la zona di comfort e di circondarmi con l’arte e mi sono diretta all’Oval Lingotto.

Ho lasciato il mio ombrello lì, insieme alle centinaia di altri ombrelli e sono entrata in un nuovo mondo: soffitti alti, spazi leggeri che mi invitavano a entrare. Mi sono ritrovata nel mezzo di una dichiarazione artistica rappresentata da oltre 200 gallerie d’arte. Era arrivato il momento di prendere in mano una mappa e la penna personalizzata di Artissima e iniziare l’esplorazione!

Mi attendevano pittura, fotografia, installazioni. Per ogni domanda che avevo, ogni pezzo esposto aveva il suo curatore, più che felice di rispondere e raccontare la storia della nascita dell’opera. “Devi osservare la linea nella sequenza come se fosse un suono” – mi ha raccontato un gallerista molto gentile. Seguo le sue parole e immagino l’audio collegato all’immagine di fronte a me, e improvvisamente diventa vivo. Non voglio spostarmi finché non mi racconta tutta la sua storia. La nostra vita quotidiana è così sovrastata dalle immagini, che non rispondiamo più a un quadro, lo consumiamo semplicemente e velocemente e passiamo oltre. Il tempo medio che un visitatore spende davanti a un pezzo artistico in un museo è di 5 secondi. Ho voluto contribuire ad aumentare questa media.

In direzione di una pausa caffè al bar, intravedo un espositore di libri. Libri d’epoca. Poi un altro espositore. E un altro. E sono in paradiso. Letteratura d’arte, edizioni rare, cataloghi di esposizioni, c’è di tutto, da Duchamp a Munari, l’offerta è infinita.

Il percorso attraverso la migliore arte contemporanea prosegue per oltre cinque ore – che non sarebbero comunque abbastanza. Lo sento come un dovere il partecipare a queste manifestazioni, e non solo per gli amanti dell’arte o gli studenti. È una scuola che ti insegna nuovi modi di vedere. Un luogo in cui ciò che hai conosciuto incontra quello che hai da scoprire; dove impara qualcosa di nuovo su te stesso attraverso l’espressione di un’altra persona, dove si riceve un’educazione e si va via con l’anima arricchita. L’arte ha trovata una casa, e tu puoi portare un po’ di questa sensazione a casa con te.


All images © 2017 Kristina Nanovik

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