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Le strade di Torino


Due giorni alla scoperta della Val D’Orcia

Due giorni alla scoperta della Val D’Orcia

La Toscana con la sua cultura e i suoi paesaggi, l’enogastronomia e le sue tradizioni ma soprattutto… quanto sono simpatici i toscani? Ebbene sì, ho un debole per questa regione, per le sue persone e anche per il suo dialetto che basta ascoltare per un solo giorno per esserne “contagiati”, incredibile!

Avendo amici a Lucca e a Firenze ho avuto spesso la possibilità e l’occasione di visitarla, di innamorarmi delle sue città e di scoprire ciò che di bello ha da offrire. Quest’anno, con i nostri compagni di avventure lucchesi abbiamo deciso di festeggiare il capodanno spingendoci un po’ più a sud di Siena andando alla scoperta di quella che dal 2014 è diventata patrimonio UNESCO: la Val d’Orcia. Tre giorni, o meglio, un weekend allungato per scoprire tutte le sue meraviglie.

E io già non sto nella pelle di raccontarvi quant’è magica questa terra…

Valentina


Val d’Orcia | Toscana

A 5h di auto da Torino

Dove dormire  |  Altroieri home (Castiglione d’Orcia)

Dove mangiare | La Bottega di Porta Nuova (San Quirico d’Orcia) | Agriturismo La Fonte (Pienza) | Ristorante e Bistrò Le Terme (Bagno Vignoni)

Da non perdere | Il tramonto dalla Cappella della Madonna di Vitaleta | Abbazia di Sant’Antimo (Montalcino) | Scattare una foto ai cipressi di San Quirico d’Orcia


Val d’Orcia, non “solo” paesaggi

30 dicembre, sveglia presto e colazione veloce all’amatissima Locanda Leggera sotto casa (di cui presto vi parlerò sul blog), poi si salta in macchina pronti ad affrontare le nostre prime tre ore di viaggio, direzione Lucca. Il cielo è abbastanza terso e la temperatura piuttosto mite per essere pieno inverno, il sole riflette sui vetri dell’auto e sono di buon umore, non vedevo davvero l’ora di godermi qualche giorno di relax. Raccogliamo i nostri amici, e siamo pronti a ripartire, questa volta per la nostra destinazione: Castiglione d’Orcia, dove soggiorneremo. Arriviamo nel pomeriggio e la prima bella scoperta è che la casa che abbiamo affittato su AirBnb è pazzesca. Una proprietà da poco rinnovata che mantiene uno stile antico, due caminetti e addirittura una sauna, ambiente super accogliente e una terrazza con vista mozzafiato sulla torre medievale di Rocca d’Orcia. È così bella che quasi è un dispiacere dover uscire, ma abbiamo tante cose da vedere e la nostra pancia inizia a brontolare dalla fame.

Ci dirigiamo a San Quirico d’Orcia, un piacevole borgo a 15 minuti di auto nel quale ci siamo segnati un posticino niente male per una merenda tipica toscana. Si chiama La Bottega di Porta Nuova. Una piccola bottega di meraviglie dove ci rifocilliamo con un bel tagliere di salumi toscani (ma quanto è buona la Finocchiona?), una degustazione di formaggi tipici con composte, crostini caldi lardo e pecorino, innaffiando il tutto con una buona bottiglia di Orcia Doc dell’azienda Vegliena, che scopro poi anche produttrice dell’olio utilizzato sulle bruschette. Super posto con giovani e simpatici proprietari. Insomma, la nostra permanenza inizia nel migliore dei modi. Ancora due passi per il borgo e poi si rientra a casa, l’indomani sarà una giornata pienissima.

Fra un bicchiere di Brunello e l’ombra di un cipresso

31 dicembre, ultimo giorno dell’anno ma il nostro primo e unico giorno intero per goderci questi paesaggi meravigliosi. Dopo la colazione a cantucci e panforte ci dirigiamo verso Montalcino facendo una prima tappa alla bellissima Abbazia di Sant’Antimo che leggenda narra sia stata fondata da Carlo Magno e che si erige in un grande prato, circondata da ulivi secolari e campi di grano. Si dice sia una delle chiese romaniche più belle della Toscana e a guardarla non ho davvero dubbi.  

Risaliamo in macchina e continuiamo per Montalcino, che anche se conosciuta principalmente per il suo famoso Brunello, non è solo vino ma anche un grazioso borgo medievale. Saliamo sulle mura della rocca per poter ammirare il paesaggio dall’alto, peccato per le nuvole che non rendono piena giustizia alle colline, ma la vista rimane altrettanto affascinante. All’interno della rocca vi è l’Enoteca la Fortezza in cui è possibile fare degustazioni ma anche fra le viuzze strette e ripide del borgo pullulano enoteche e cantine.

E no, non possiamo lasciare Montalcino senza aver prima degustato e brindato con un calice di Rosso e, perché no, con qualche tartina con paté di fegatini di pollo alla toscana. Cheers!

Riprendiamo il viaggio. C’è un altro posto che merita una visita, ha delle coordinate Google specifiche, in località “I Triboli”, sui dolci pendii c’è un caratteristico gruppo di Cipressi attorniati da luci ed ombre sulle colline. Impossibile non rimanerne catturati… impossibile non scattargli una foto!

Le luci del pomeriggio si stanno abbassando, è il momento perfetto per dirigerci verso la Cappella di Vitaleta e goderci da lì il tramonto. Lasciamo l’auto e ci incamminiamo in una stradina sterrata, intorno a noi solo colline e la campagna, poi ad un certo punto si intravede “lei”, una piccola costruzione in pietra che si erige in mezzo a mille sfumature di verde, patrimonio UNESCO. In questo posto regna la pace assoluta.

È proprio questo il momento in cui pensi “Ok, adesso mollo tutto e mi trasferisco qui”.

La giornata sta per volgere al termine e abbiamo in serbo ancora un’ultima tappa: Bagno Vignoni, un villaggio termale davvero suggestivo lungo la via Francigena. In questo luogo, se non fosse per la mole di turisti in visita, sembra che il tempo si sia fermato. Nel centro si trova la Piazza delle sorgenti, una vasca rettangolare di acqua termale calda e fumante che esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche, tutt’intorno a fare da cornice le costruzioni in pietra e le lanterne che rendono questo borghetto uno dei posti più romantici visti sinora… Rimane ancora il tempo di una merenda al Bistrò Le Terme con cantucci e vin santo, poi si rientra. C’è il cenone da preparare.

Storie di cacio e tradizioni

1 gennaio… 2018. Ci svegliamo presto, è ora di lasciare la casa e di approfittare di queste ultime ore per dirigerci verso Pienza. Una città rinascimentale armoniosa, ricca di storia e tradizione. Il centro, coni suoi palazzi maestosi, la piazza Pio II, si raggiungono da una passeggiata con vista mozzafiato lungo il fianco della collina.

Pienza bella… e soprattutto buona, qui si fa il famoso cacio! Il Pecorino di Pienza è un formaggio tipico di latte di pecora molto saporito e delizioso. Passeggiando per il borgo il suo profumo è inconfondibile, si sprigiona nell’aria e la fame inizia inevitabilmente a farsi sentire. Ci concediamo quindi un ultimo pranzo valdorciano appena fuori dal centro, all’Agriturismo la Fonte.

Scopriamo un posto incantevole con una cucina tipica eccellente. Finalmente ho mangiato un bel piatto di Pici (tipica pasta fresca toscana) con cacio di Pienza e pepe. Adesso sì che posso tornare a Torino soddisfatta e con la magia di questi incredibili posti nel cuore.

Ciao Val d’Orcia, sono sicura che questo sarà solo un arrivederci!

E voi, avete letto l’articolo dedicato all’anno appena trascorso insieme su Le Strade di Torino? Lo trovate qui


All images © 2017  Valentina Brancaleon