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Le strade di Torino


La città che cambia: un parco al posto delle fabbriche

La città che cambia: un parco al posto delle fabbriche

Credo che nulla come le trasformazioni urbane possano darti l’idea del tempo che passa, delle cose che cambiano, della comunità che si muove. Quando ancora facevo le ore davvero piccole (…) mi ricordo lunghe nottate passate nei locali dei Docks Dora, dove si vedevano i primi passi di una evoluzione urbanistica che avrebbe visto il riprendersi di spazi e strutture lasciati vuoti dall’industria cercando per questi nuovi contenuti e nuove funzioni. All’epoca, tutt’intorno, era un groviglio di luoghi abbandonati e costruzioni vuote, di spazi non definiti, di idee che ancora stentavano a farsi largo e a concretizzarsi: neanche si capiva bene cosa sarebbe successo, lì. Oggi una parte di quello spazio allora immobilizzato è un parco e, mentre ci passeggio, mi sento il testimone perfetto del fatto che tutto, ma proprio tutto, cambia.

Elisa


Giardini Aurelio Peccei

Via Cigna 136

Orari di apertura:
sempre aperto

I miei tre motivi per visitare e vivere il parco:

  • perché si trova proprio dietro ai Docks Dora, uno dei luoghi che più mi affascinano in assoluto della città. Se ci passate, in settimana, potete fermarvi a pranzo all’interno di questa immensa struttura in mattoni, di una bellezza tutta sua che non potete esimervi dal vedere almeno una volta nella vostra vita da torinesi.
  • perché ha anche un campo da basket nel quale potete sfogare le vostre innate doti sportive, sconosciute ai più;
  • per passeggiare in un quartiere che ha subito grandi trasformazioni e che ancora si sta evolvendo in un percorso di riscatto e miglioramento:  vivere e frequentare i nuovi spazi vuol dire aiutare questo tipo di processo che, come sempre, non appartiene ad un luogo solo ma è di tutta la Città intera.

Giardini Aurelio Peccei

Una trasformazione lunga più di 20 anni

Una famosa canzone recita con rammarico che là dove c’era l’erba ora c’è una città: qui possiamo dire, invece, che le cose sono andate al contrario e dove prima c’era una città, in questo caso industriale, ora ci sono prati, alberi, panchine e tavoli sotto le pergole, grandi spazi liberi per tutti.  E’ un tassello della grande trasformazione urbana che vive Torino all’inizio del nuovo millennio e che la porterà a riscoprire una nuova sè stessa. Il lavoro su tutta l’aerea inizia abbattendo le strutture dell’ex Fiat Iveco Telai anche se, a memoria del passato e degli uomini che l’hanno vissuto e costruito, si lasciano intatte le bellissime Capriate Porcheddu ed anche la torre piezometrica. Importanti lavori di bonifica sono messi in atto mentre in parallelo si sviluppa una progettazione dello spazio condivisa e partecipata dagli abitanti, culminante con un percorso artistico che proprio alla storia operaia dell’area si ispira. Non voglio dimenticare una  caratteristica del parco che mi sta a cuore ed è la grande attenzione ambientale che fu posta nella fase sia di progettazione sia di realizzazione: forse non tutti sanno che sono state impiegate vernici speciali che contribuiscono al miglioramento dell’aria; o che le lampade a led sono alimentate dai pannelli solari sul tetto delle capriate; o che le panchine sono di alluminio riciclato e che, all’impresa che eseguì i lavori, furono richieste compensazioni aggiuntive per la CO2 prodotta durante il cantiere… Tutto questo non si vede, è vero, ma fa la vera differenza.

Giardini Aurelio Peccei

Un giardino al centro

Prendetevi il tempo di passeggiare nel parco : grandi macchie di rose, betulle e ampi prati creano angoli suggestivi, gradevoli da vedere e da vivere. Sicuramente la mia area preferita è quella dei giochi per bambini: una montagnola in gomma dalla quale si può scendere attraverso uno scivolo sarebbe stata nella mia top ten almeno fino ai 10 anni. Tavolini e pergole rendono facili le merende e le feste di compleanno; la possibilità di andare in bicicletta e di giocare negli spazi aperti ne fanno il luogo perfetto per un pomeriggio in famiglia. Aggiungete, inoltre, che il giardino è davvero il cuore verde di un’area interessante: a pochi passi vive il complesso Ex Incet , con EDIT pronto e rifocillarvi ed accogliervi, mentre poco più in là il rinnovato Museo Ettore Fico propone un programma artistico vivace.  Ormai sappiamo che Torino non sta mai ferma: ora tocca ai torinesi muoversi per viverla tutta.

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All images © 2018 Elisa Campra