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Le strade di Torino


RAZZO

RAZZO

Allora, mettiamo in chiaro le cose, sono tipo 48 ore che sono a dieta, sono momenti abbastanza demmerda e mi sembra essere passato un secolo dall’ultimo carboidrato inserito anche se chiaramente non è così quindi quello di Razzo sarà un racconto ricco di sentimento, trasporto e nostalgia di quando “ si stava meglio quando si stava peggio, “ non ci sono più le mezze stagioni “ e ci si poteva scassare un bel piatto di carbonara come si deve.

Gianluca


RAZZO

Via Andrea Doria, 17/F | Torino
Da lunedì a sabato : 19.30 – 00.00

Costo  €€€


3 ragioni per andarci.

  • La carne : Zitto e godi;
  • Il vino : qui puoi recitare la parte di quello “ per il vino mi fido di te, fai tu…” sprezzante, tanto si beve bene in qualsiasi caso;
  • Il coperto a 1 euro : questo per me non è una ragione per andarci, è una vera e propria ragione di beatificazione del ristoratore;

Quello con Razzo è stato una sorta di colpo di fulmine, anche se poi si manifesta tipo storia da “ na botta e via “ perchè non è che mi ci posso mettere a pensione, ma si è insinuato lentamente nel mio instagrammEH a colpi di piatti curati, belle foto e sto nome che ti instilla il dubbio che possa essere una figata o una cagata pazzesca, intanto ti rimane in testa che è già un’ottima cosa. Ed è proprio questo che ti risponde Davide, proprietario di Razzo, se gli fai sta domanda becera, che poi tanto becera in fondo non è, e se il nome può lasciarti un attimo col dubbio la cucina proprio di dubbi non te ne fa venire, una bomba.

Ristoratori giovani, robe buone e cose belle – così si parte a razzo

Davide è giovane, carino, carismatico ed è un ristoratore coi controcazzi, diciamo il partito buono che tutte le mamme vorrebbero per le figlie ( per proporre figlie scrivere a ……. ).
Scherzi a parte.
Un imprenditore serio, con le idee ben chiare e, calcolando la giovanissima età, una professionalità che tanti altri si sognano. Razzo è il fratello neonato di un altro ristorante del quale avevo scritto sulle Strade, Filiberti, ( qui per rileggere l’articolo ricco di parolacce che faceva INDINNIARE le gattare ) e se tanto mi era piaciuto il “ Fratello Vecchio “ ( nonostante la cuenta non proprio light ) tanto mi è piaciuto quello nuovo. Razzo si trova in centro, nella bella Torino, e si presenta come un ristorantino dalle luci soffuse e l’aria rilassata, e nonostante possa spaventare incrociando i Look con la posizione geografica, è un bel locale alla portata di tutti.
Il menù è di quelli che piacciono a me, ricercato e sintetico, una carta che si rinnova regolarmente, che offre una selezione di materie di prima qualità lavorate in maniera magistrale, presentate tipo piccole opere d’arte e dal gusto eccezionale.
Quindi se siete di quelli che che “ E vabò minchia ma solo 4 primi tra cui scegliere” continuate pure dritto che qualcosa troverete ma Razzo non fa per voi.

Difficile mettere dei titoli grossi in stì articoli, parliamo di mangiare piuttosto…

Parliamo un pò di cibo che così mi scende la lacrimuccia, mi viene fame, scendo dal Kebabbaro, e poi per punirmi mi frusto con il cilicio.

Come detto prima la carta è minimale, 4-5 alternative per ogni portata ( antipasti, primi secondi ) tra le quali scegliere più la possibilità di fare due menù degustazione, uno da tre e uno da cinque corse, che io consiglio assolutamente.
Una delle cose che mi ha fatto più godere da Filiberti e che qui da Razzo ritrovo è la lavorazione delle carni, siano esse crude, come la battuta di Kobe che avevo di antipasto, o siano esse corte come la pichana  che così tenera proprio te la sogni guardando masterchef mentre ti mangi i sofficini.
Carni di prima scelta, lavorate per ore a basse temperature, gusto pazzesco e una tenerezza veramente da orgasmo.
Qui, non me ne vogliano i romani o millantatori tali, ma ho trovato la più buona carbonara di Torino. Lo dico, sono aperto a confronti, ma vi giuro che quella di Razzo è davvero da provare.
Una cucina studiata, che esalta i sapori delle materie senza diventare boriosa, che sfrutta le materie locali e se non sono a km 0, fanculo saranno a km 50 e va bene lo stesso!
Come la cantina dei vini, il fiore all’occhiello sia per Razzo che per Filiberti, con un’offerta anche qui ricercata tra etichette italiane e perché no anche francesi in modo da poter fare bella figura durante la scelta, a tavola con la squinzia, e magari strappare un limone a fine serata.

Il dulcis sta in fundo… Poliglottismi

Ah… e i dolci… dio… Ovviamente a cena ci sono andato con quel quarto anteriore di Manzo sciupafemmine di Fabio con il quale mi sono scontrato sulla consistenza ideale del tiramisù, per me vince quello estremamente cremoso, praticamente al cucchiaio, lui che è ancora più barotto preferisce quello a mattoncino perché “ quello vero è così “ qui da Razzo vinco io, lo consiglio, fa godere, se volete il “mattoncino” siete brutti…

Cia.

P.s

Nel caso dopo il Limone che dicevamo prima vi venisse per qualche motivo voglia di Bio, non so perché dovrebbe, ma ok, datevi una lettura all’ultimo articolo di Monica che vin insegna a vivere meglio e non morire soffocati dalla plastica.


All images Fabio Rovere