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Le strade di Torino


Sacrosanto Manifesto

Sacrosanto Manifesto

Ogni mattina un creativo si sveglia sapendo che dovrà rispondere a una cinquantina di e-mail del giorno prima, dimenarsi tra commercialisti e primi tentativi di fatturazione elettronica e sperare di riuscire a mettere piede fuori dall’ufficio prima dell’ora di cena. Per mantenere un equilibrio in tutto questo caos in genere ha bisogno di tre cose: una connessione internet stabile, uno spazio grande e tranquillo e una dose massiccia di caffè. In San Salvario un posto del genere c’è, ed è il quartier generale di Sacrosanto Manifesto, agenzia creativa & co-working che strizza l’occhio ad oriente ma senza nascondere uno spiccato accento piemontese. Un timido sabato mattina di Gennaio io, Fabio e Monica siamo andati a trovarli.

Arianna 


Sacrosanto Manifesto

Via Claudio Luigi Berthollet 13

info@sacrosantomanifesto.com

Tre sacrosanti motivi per cui ci piace:

  1. Gli spazi: sale grandi dalle pareti bianche, arredamento minimale, mobili in legno rigorosamente autoprodotti, piantine a profusione e tanta, tanta luce.
  2. L’angolo tatami: perché la pausa è un momento sacro e ogni creativo ha bisogno del suo angolino lontano dallo schermo dove riposare la mente.
  3. Le persone: perché è una realtà giovane e in divenire con una storia ancora tutta da scrivere, una tela ancora bianca pronta per essere sporcata.

Sacrosantoche?!

Ad accoglierci ad un portone qualsiasi di una San Salvario ancora silenziosa e un po’ assonnata c’è Mario, uno dei due founder di Sacrosanto Manifesto. Neanche il tempo di srotolarci le sciarpe dal collo e una carrambata è già dietro l’angolo: Fabio riconosce Mario come uno degli imbucati alla sua festa di laurea – storie di biciclette appese al muro e terrazzini con affaccio Mole. Se sei di Torino e non hai incontrato Fabio almeno una volta non puoi dire di aver vissuto veramente: se ti sei imbucato alla sua festa di laurea e hai provato a farti vendere la sua bici approfittando della sua ubriachezza però vinci la menzione d’onore.

Ma torniamo a noi. Sacrosanto Manifesto nasce in Giappone come casa di produzione video specializzata nella realizzazione di film, video musicali, contenuti video e spot commerciali dall’estetica curata ma anche un po’ underground, tanto belli da competere per premi e riconoscimenti nei film festival indipendenti di tutto il mondo. Al timone due giovani creativi che rispondono al nome di Mario e Nadia, che dopo essersi sbattuti e aver creato un proprio ponte tra Torino e Tokyo decidono di mettere un punto – e quattro mura – proprio qui per essere più vicini a quel mercato italiano, ma anche europeo, che ai Giapponesi piace tanto… Più o meno quanto il suono rassicurante di questo nome esotico: Sacrosanto Manifesto. Un nome che non può fare a meno di attrarre domande scomode alla “ma cosa significa?” facilmente liquidabili in semplici due parole: suonava bene.

Pareti bianche come tele e progetti in divenire

Poco oltre le scrivanie di Mario e Nadia, prima di addentrarci nell’angolo più originale dello studio, perdiamo un po’ di tempo nella sala adibita a studio fotografico con tutti i suoi fondali e le sue mirabolanti attrezzature (nella foto io felice come una bambina alla vista di luci e obiettivi che non mi posso permettere). Questo piccolo paradiso con annesso balconcino tattico veglia su una delle strade più trafficate di San Salvario e dalla sua finestra, la sera, filtra la luce al neon della farmacia sottostante in una specie di aurora boreale un po’ urban. Scommetto che ci fanno delle grandissime feste qui.

Oltre alla necessità di un luogo fisico in cui lavorare e concentrarsi, l’intenzione di creare una piccola isola felice per altri freelance è chiaramente espressa dalla presenza di un angolo tatami, la nostra prossima tappa: un’area relax di ispirazione orientale dove sedersi sotto un cono di luce con un libro in mano e una tazza di tè fumante suona come la migliore soluzione per affrontare ogni tipo blocco creativo… O semplicemente scambiare quattro chiacchiere con un collega.

Oltre a Mario e Nadia infatti sono tante le menti creative e le mani all’opera che occupano questi spazi: al di là della sala pose, superato l’angolo tatami, c’è un’area coworking luminosa e rilassante che incoraggerebbe qualsiasi creativo a ritrovare la concentrazione che un lavoro come il nostro richiede. Qui incontro Sophie Villa, giovane illustratrice digitale, per poi ficcare il naso nella stanza accanto dove solitamente Alice e Patrizio di Studio Tuta trasformano tutto quello che toccano in bellissime illustrazioni – parola di una grande fan.

Sono qui da neanche un’ora e già sento un’irrefrenabile voglia di aprire la partita iva e accaparrarmi una scrivania qui… Ma per fortuna le postazioni sono tutte occupate. Con la speranza di ritornare magari per qualche workshop o evento diciamo ciao ciao a Mario e al bellissimo spazio che ha creato, in una San Salvario che non è solo quella degli aperitivi ma anche culla e testimonianza di nuove realtà e professioni creative che a questa città piacciono tanto.

Curiosi o wannabe collaboratori, se volete fare un salto e sbirciare più da vicino, contattate i ragazzi, una visita non si nega a nessuno!


All images © 2019 Fabio Rovere