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Le strade di Torino


Monferrato ti amo. O del perché dovete andarci almeno una volta nella vita

Monferrato ti amo. O del perché dovete andarci almeno una volta nella vita

Il Monferrato confina a nord con le montagne, a sud con il mare, a ovest con la prateria e forse non esiste. Se chiedi a un torinese dove si trova il Monferrato, una volta su due ti risponderà: ma che ti frega, vai nelle Langhe. L’altra volta invece ti guarderà un po’ strano. Starà pensando: ma cosa diavolo vuoi andare a fare fuori Torino, al freddo, in un posto chiamato Monferrato, che a dire il vero boh, mica lo so dove sta, ma è sicuramente lontano, selvaggio e complicato. Vai nelle Langhe.

Così, quando qualche giorno fa ho chiesto a Betta di accompagnarmi a fare l’ennesimo giro di conquiste monferrine, lei, da amica e fotografa, mi ha detto ok vengo. Ma non aveva la più pallida idea di dove la stessi portando. Confuso con le Langhe e invaso dal Roero, che in confronto sembrano la Napa Valley, il Monferrato se ne sta lì per fatti suoi, senza farsi notare. E’ più una Russian Valley*, che ti sfida ma non ti si fila, senza mappe ufficiali e senza confini. Eppure questo pozzo di bellezza e crinali è tutto vero. Una roba da colpo al cuore e da limone al primo appuntamento. Benvenuti sulle strade poco battute fuori Torino.

Laura


3 ragioni per andare:

  • Perché il Monferrato è una meraviglia (e le pensa anche l’Unesco);
  • Perchè ve lo spiego bene nel mio articolo, su!
  • Ma siete ancora qui?

Il wild side delle colline, fra regni e squali

In passato il Monferrato era la vera Luxury Estate del reame. E non è proprio questo che in fondo fanno i re? Si prendono i tesori e li tengono nascosti. Ancora prima dei re, ci aveva pensato il Paleolitico a tenere il Monferrato lontano da sguardi indiscreti. Una volta, infatti, questa terra era sommersa da un oceano di conchiglie e squali: era il mare del Piemonte, per capirci. Ci sono voluti secoli, decine di leggende su mattoni e cavalli, fiumi di Moscato e Barbera, panini brandizzati (le mitiche monferrine), nocciole molto gentili di collina, robiole da urlo e la mano dell’Unesco per ricordare ai torinesi che c’era una volta un posto incredibile chiamato Monferrato. E voi, avete ancora intenzione di non sapere dove sia?

moleto in monferrato

Hidden gems: Moleto e le chiese in mezzo ai campi

Da Torino, in 45 minuti al volante, si possono raggiungere paesaggi incredibili, cantine segrete scavate sottoterra (i misteriosissimi Infernot!) e campanili romanici in mezzo al grano, tutti sparsi nel Monferrato. In quell’abbazia cult che è Vezzolano, trovate poi una mappa di carta un po’ speciale, seguitela e divertitevi a scovare santuari fra i prati. Dei tanti posti che amo di questa terra l’ultima scoperta é una piccola gemma chiamata Moleto. A est di tutte le cose, esiste un paesino di tetti arancioni, strade sterrate e una chiesetta nel nulla. In primavera, all’improvviso, sul prato della chiesa, appare un bar. Si chiama Bar Chiuso e offre cieli stellati, bottiglie di collina e musica live: una roba imperdibile, da film sul vino con Russell Crowe. (Per orari e info andate qui: Bar Chiuso Moleto)

moleto in monferrato

Si mangia e si beve bene (come nelle Langhe!)

In Monferrato si trovano piccoli ristoranti a conduzione famigliare affacciati sul tetto del mondo, fattorie che ti sfamano, strade del vino, cantine pregiate dove assaggiare salame e moscato, cattedrali di pietra e grotte di muffa che nascondono barbera decennali. Dopo avervi raccontato dei rivoluzionari apicoltori di Casalborgone vi suggerisco altre tre piste gourmand: la mitologica robiola della Latteria di Cocconato, una sosta da Ca Mariuccia (Albugnano) la domenica a pranzo e una visita alla cantina della Casaccia (Cella Monte), a sorseggiare Grignolino regale, mangiando friciulin. Tutto bello, buonissimo e si spende il giusto, ve lo garantisco.

Dire, fare, provare il Monferrato

Una delle idee più divertenti per vivere questa terra magica è venuta ai ragazzi di Sistema Monferrato. La loro pagina Facebook è costellata di eventi che vi faranno venire continuamente voglia di esserci. Passeggiate fra i papaveri, degustazioni di vermouth, pic nic lungo il Po stra-cittadino, raccolta di frutta, tour guidati e una grande giornata – quella del 22 giugno – data in cui il Monferrato festeggia, con le Langhe, il riconoscimento dei suoi territori come patrimonio dell’Unesco.

scoprire il monferrato

Prima di vincere il premio Miss enciclopedia monferrina 2019, mi fermo e vi lascio soli a curiosare. In fondo le conquiste sono fatte così: la prateria sta lì, bisogna andare, girare, capire. Il Monferrato lo merita. Mon, che significa mattone ma anche mio. Ne sentirete ancora parlare, ve lo prometto.

* Russian Valley: valle vinicola californiana che non conosce quasi nessuno


All images © Elisabetta Riccio 2019