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Le strade di Torino


Giardini Reali

Giardini Reali

Per gentile concessione del Sovrano, i giardini sono aperti al pubblico.

Di norma, io, preferisco i giardini informali. Mi piacciono quelli vagamente caotici, preferibilmente con piante insolite, dalle fioriture ricche e dai colori in nuance. Mi piacciono i bordi misti, quelli dei giardini all’inglese, dove trovano spazio graminacee e perenni in movimento, dove gli alberi si spogliano, cambiano colore, fanno frutti. Mi piace poter lasciare le foglie per terra ed il prato un po’ più alto di quello che si dovrebbe: mi piacciono quei giardini, insomma, dove passeggiare è quasi trovarsi immersi nella natura libera. Come posso allora spiegare l’amore per i giardini di Palazzo Reale che sono così lontani da tutto quello che io di solito ricerco, anche nel mio lavoro? Come spiegare la trepidante attesa, durata anni, per la loro riapertura? Ma si deve poi davvero decifrare  l’amore?


Giardini Reali
Piazzetta Reale 1, dentro al Palazzo Reale

9-19 da martedì a domenica / chiusi il lunedì
Ingresso gratuito; vietato alle biciclette

I miei tre motivi per visitarli:

  • la posizione centrale che ne fa un’isola di relax e frescura nel cuore della città, dotata di sedie e sdraio a libero servizio;
  • la nuova porzione del Boschetto, appena restaurata ed arricchita con numerose piante da fiore, in attesa che riapra lo spazio ancora chiuso del Giardino delle Arti;
  • l’affaccio sulla città, dalle mura che sostengono il giardino stesso, per capire come la città si sia trasformata nel tempo (là dove c’era l’erba, ora c’è…cit.)

A passeggio con i Re.

Che siate amanti o meno della monarchia, noi torinesi una cosa la dobbiamo certamente alla famiglia reale: il lascito di palazzi, castelli e architetture diffuse che fanno della nostra città un gioiello elegante e signorile, sempre pronto a sedurci. Ecco, quindi, che attraversare il grande cancello che porta a Palazzo Reale, intravedendo già in lontananza, tra le arcate, un verde ancora nascosto; percorrere la corte interna, camminando  sull’acciottolato all’ombra dell’imponente architettura fino a raggiungere i cancelli sullo spazio improvviso dei giardini, è proprio come scartare un regalo. Prima il nastro, poi la carta ed infine, il dono. Appena entrati, la luce diventa abbagliante e riusciamo a leggere immediatamente la geometria del disegno di aiuole, parterre e viali; lo zampillo della fontana centrale, con il suo luccichio, richiama la nostra attenzione mentre i grandi alberi ai lati ci ricordano da quanto tempo questi giardini esistano. La sensazione di armonia e regalità ci coinvolge e diventa facile sentirsi un po’ principesse a passeggio, benché manchino ombrellini, servitori e tutto il resto di quel circo…

La bellezza è per tutti.

Nonostante la loro manifesta regalità, questi giardini oggi sono molto di più che un semplice spazio restaurato da vedere. Intanto, sono un giardino rimesso a nuovo proprio nel cuore della città: uno sosta qui diventa un privilegio, soprattutto nella calura, per rigenerarsi e ritagliarsi una pausa durante lo shopping pomeridiano o durante il pranzo settimanale. Inoltre sono sempre pieni di turisti, scolaresche e torinesi il che li rende estremamente vitali e gioiosi: non fatevi ingannare, però, dall’affollamento perché sono talmente ampi e ricchi di angoli appartati – come la collinetta dove si adagia il piccolo edificio del Garittone, riconoscibile dal tetto ‘alla francese’, una volta usato dalle madame reali per osservare il paesaggio agreste che si estendeva oltre la cinta muraria- che potrete trovare il vostro senza fatica. Che sia all’ombra di un grande platano nel Boschetto, che sia in pieno sole vicino alla fontana o quasi prossimo alle mura che si affacciano sulla porzione bassa dei giardini stessi, prendetevi una delle nuove sedie verdi od una sdraio e fermatevi: niente può essere meglio che un buon libro od una buona compagnia nello spazio un tempo dei Re ed oggi di chiunque ne voglia godere.


All images © 2018  Elisa Campra