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Le strade di Torino


Israele: come, quando e perché!

Israele: come, quando e perché!

Tutti i segreti di una terra bellissima, in cerca di pace.

Quando decidi di andare in medio oriente ed, in particolare, in Israele, decidi di rispondere ad un unico ritornello che amici e parenti ti canteranno increduli: perché vuoi andare e, soprattutto, perché ora?

Ok, lo ammetto. Mi è partito un click di troppo e sono stata succube di un’offertona ryanair mooolto allettante ma questo viaggio l’ho davvero bramato e finalmente ottenuto.

Maria Chiara


Come prepararsi alla partenza in pochi semplici passi

Comprate una buona guida (la mia designer preferita Arianna mi ha consigliato la Wallpaper su Tel Aviv e l’ho subito adorata), date un’occhiata alle previsioni del tempo e prenotate tutto il prenotabile senza rinunciare ad un pizzico di brivido che solo gli imprevisti sanno dare.

Infilate in valigia abiti leggeri e felpone calde per le escursioni termiche nel deserto e premete l’acceleratore: si parte!

Israele in 6 giorni: step by step

Da Milano si arriva all’aereoporto di Ben Gurion, collegato benissimo con il centro di Tel Aviv da un treno che attraversa la regione e che vi lascia a pochi passi dal caos cittadino.

Vi sentirete catapultati in un film e…non provate a leggere i cartelli stradali: sono scritti in lingua.

La buona notizia è che gli israeliani, da buoni colonizzati britannici, parlano un inglese perfetto e si riveleranno un popolo buono e gentile pronti ad aiutarvi in ogni occasione.

Tel aviv è un tripudio di colori e di profumi. E’ una città che si evolve nelle sue quattro forme, complementari l’un con l’altra: Yaffa, la città vecchia, arroccata sul mare, fiera ed ordinata, piena di botteghe autentiche e di fiori bellissimi.

Il lungomare che fa l’eco a Dubai ed i cocktail bar nel quartiere di Neve Tzdec, l’alta moda e la movida più opulenta.

Il bahuaus e le sue case bianche, la bellezza delle case coloniali e la meraviglia dei riflessi del sole sulle terrazze eleganti.

I quartieri arabi ed il sapore dei mercati urlanti e chiassosi, le strade piene (e meno pulite…) e la netta sensazione di vivere il vero folklore.

Concedetevi una colazione rilassata da Puaa (noi abbiamo optato per del pane di sesamo tostato alla tahina con marmellata e frutta fresca, una delizia!) ed addentratevi nel Flea market dove chiunque vende oggetti di ogni tipo e di ogni prezzo.

Un pranzo veloce a base di hummus e falafel (qui, il migliore in città) ed immergetevi nelle bellezze del Tel aviv art museum, una vera chicca per gli appassionati di architettura e di arte impressionista.

Perdetevi per le strade comprando limonata e datteri e fate una passeggiata sul bellissimo lungomare, passando dal più grande parco cittadino: al tramonto è pura magia.

Fermatevi al Manta Ray per una cena di pesce sulla spiaggia o dal Dr Shashuka nella città vecchia per assaporare il buonissimo piatto omonimo a base di pomodoro, uova e spezie saporitissime.

Lasciate Tel Aviv alle spalle e dirigetevi verso la città Santa: Jerusalem vi accoglierà con la sua architettura unica ed il suo rigore e vi stupirà con i suoi abitanti variegati ed accoglienti.

Gerusalemme è il luogo dei contrasti; è quella città dove il quartiere ebraico, così limpido e pulito, confina e si mescola alla confusione del suq mussulmano. E’ la città delle viuzze strette e buie pullulanti di merce di ogni tipo (attenzione all’autenticità dei prodotti), delle moschee e delle sinagoghe che abbracciano una chiesa. Gerusalemme è il luogo delle ceramiche armene, della cristianità e dei bus di fedeli increduli.

E la patria del muro del pianto, del Dome of the rock che splende al sole di mezzogiorno come se il caldo fosse benedetto, del mercato di Mahane yehuda e dei centri sociali anticonvenzionali. E’ la città dei banchetti di pane per le strade ad ogni ora e del sofisticato Modern, un ristorante ubicato all’interno del meraviglioso Israel museum (un’opera strepitosa con un parco altrettanto bello da visitare ancora ed ancora).

Gerusalemme parla almeno tre lingue, veste mille abiti e ti emoziona quando integra ortodossia a modernità.

Per colazione comprate una ciambella morbidissima alla curcuma e tahina da un ambulante arabo, vi emozionerà!

A pranzo spizzicate frutta secca e torte salate al caprino e verdura al mercato e concedetevi una cena movimentata al Machayenuda, un localino sui generis in centro città.

Ed il deserto?

Se avete ancora del tempo e forza nelle gambe, non perdetevi un’escursione nella bellissima fortezza di Masada. A pochi passi da Arad, vi aspettano i resti di questa roccaforte, simbolo della resistenza romana. Salite a piedi, arrampicandovi attraverso il sentiero del serpente (partite all’alba!) o scegliete la comoda funivia ed ammirate lo spettacolo attorno a voi.

Mai avrei pensato che il deserto, il nulla per antonomasia, potesse emozionare così.

Scegliete l’oasi di Ein Gedi per ristorarvi bagnandovi in una delle sue cascate bellissime, urlate di gioia al passaggio di un cervo del deserto o di un cammello ed osservate la bellezza delle dune.

La natura vive proprio in ogni cosa, anche lì dove è l’aridità a comandare.

Ultima tappa del viaggio: mar morto e fanghi rigeneranti.

Ai piedi della fortezza di Masada troverete uno shop di Ahava dove poter acquistare i fanghi da spalmare sulla pelle e risciacquare a quota -400 slm!!

Lasciate che l’alta densità dell’acqua vi culli e vi rigeneri dalla calura e che renda la vostra pelle liscia come non l’avete mai sentita!

Le spiagge gratuite sono moltissime e molto vicine tra loro.

Warning?

Non risparmiate su hotel e b&b: ricordate il mondo attorno alla nostra Italia non ha gli stessi standard di pulizia e potrete ritrovarvi in un incubo in men che non si dica!

Prima di partire iscrivetevi al programma di viaggiare sicuri e date un’occhiata alla situazione politica ed agli avvisi ogni volta che riuscite.

Infine, la mia pillola shopping: acquistate spezie e tahina, ceramica armena e creme idratanti. Gioielli artigianali e foulard coloratissimi da indossare come fasce, vestiti lunghi in cotone ed oggettistica d’avanguardia da Elemento.

Io già sto pensando al prossimo viaggio ma voi? Vi ho fatto venir voglia di volare in Israele?


All images © 2018 Giovanni Spoleti