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Le strade di Torino


KAY – essenza peruviana

KAY – essenza peruviana

Allora, alzi la mano chi non conosce un xxxxx di cosa e come si mangi in Perù! ( qui ci starebbe un emoji che rappresenta me che alzo la mano ) Ecco, appunto, il perù non solo è un paese lontano da noi geograficamente e culturalmente, ma è anche un paese del quale sappiamo veramente poco, come ad esempio che la loro cucina è uno spettacolo.

Gianluca


KAY – essenza peruviana

Via Evangelista Torricelli, 59 | Torino

011 509 6002

Da martedì a sabato: 12.00 – 14.45 | 19.00 – 22.30
Domenica: 12.00 – 14.45

Costo  €€€


Una “nuova” cucina Peruviana

Potrei già in queste prime righe contraddirmi con quello detto sopra perchè quando parliamo di “ KAY – essenza peruviana “, un locale che definirei tranquillamente “ Nuovo “ considerato i suoi 4 mesi di apertura, è difficile definire con precisione che tipo di cucina stiamo provando, mi spiego, stiamo parlando di cucina che affonda le sue radici in Perù, la terra dei due giovani proprietari, ma qui tutto viene preso e stravolto e trasformato in qualcosa di semplicemente straordinario, quindi se non sapete nulla del perù forse potete farla franca. Renzo e Yornella mi confessano che la loro idea di cucina è quella di portare la tradizione culinaria peruviana ad un livello gourmet che possa far concorrenza a ristoranti che hanno fatto di questo la loro arma vincente, e vi dirò, a mio modesto ( -issimo ) parere posso dirvi che questo ristorante merita più di tanti altri che ti rifilano la foglietta d’oro 24k in un piatto di risotto col parmigiano e te lo fanno pagare 40euro ( LI MORTACCI VOSTRI ) .

Oh, ma si mangia anche?

Ma bando alle ciance e passiamo a sta cucina che fino a quando non la provi proprio non la capisci; la proposta è ampia, dedicata un pò a tutti, da quelli che si vogliono cimentare nel cuore di vitello marinato fino a soddisfare quelli che invece vogliono la pasta al pomodoro, no scherzo, questi ultimi magari se ne stanno a casa perchè qui bisogna provare, lasciarsi un pò trasportare dal menù degustazione senza stare li a chiedersi se il midollo fritto è buono veramente o meno ( è buono state tranquilli ). E questa formula, dove ogni piatto è abbinato ad un diverso vino, rigorosamente italiano, è il modo giusto di vivere KAY, difficile per me invece è spiegarlo perché qui ho provato abbinamenti che mai avevo avuto occasione prima, con ingredienti che ho scoperto proprio durante questa cena, tra l’altro una delle migliori da mesi. Qui, quando andrete ( perchè ci andrete e mannagg se non lo fate ), proverete tartare di fassone su midollo fritto e maionese piccante, capesante marinate e tapioca, ceviche, medaglioni di pesce fresco cotto in foglie di banano, il cuore di vitello di cui parlavo prima con una loro personale interpretazione del bagnetto verde, il tutto arricchito di spezie, aromi e peperoncini di ogni colore, dimensione e forma, ah qui tutto picca un pò sappiatelo, quindi se cercato un ristorante per avvalorare la tesi che ci mangia piccante fa più sesso, bene questo è ristorante per voi.

Materie e vini, tutta robba bbbuona

Elogio, quello bello da vero intenditore che non sono, alla ricerca della materia prima, alla lavorazione attenta e a questo format culinario di alto livello; inoltre da dire che qui non solo si mangia bene ma si beve anche veramente bene, come detto in precedenza ogni portata del menù degustazione viene accompagnato da un vino di produzione italiana, abbinamento riuscito e azzeccato frutto del lavoro dei ragazzi di KAY che si sono girati in lungo e in largo l’italia per scovare le migliori etichette che meglio si sposano con la loro cucina e che se non fate attenzione vi faranno perdere la patente mentre tornate a casa. “” Menzione speciale “” chiedete la loro proposta di Barbera d’asti, e giù di ubriachezza molesta.

Bravi-bravi-bravi

Tutto bello, tutto buono, tutto di livello; ma ci tengo a dire quello che più mi ha colpito di questo posto: KAY nasce dall’idea non di due ragazzi giovani, ma giovanissimi, basti pensare che il più vecchio componente del team ha 25 anni, e attenzione, qui non vuol dire inesperienza perchè hanno tutti un curriculum invidiabile, arrivano tutti da esperienze di un livello che altri se le sssssooooognano!!
Giusto per dire io alla loro età mi preoccupavo solo di dove andare a bere la sera stessa e cercare di arrivare medio-sano a lezione in università la mattina dopo,così.
Qui fanno tutti un lavoro eccezionale, si sbattono e portano avanti una cucina di livello e con un’idea precisa, e lo fanno con attenzione ed una manata di coraggio; hanno voglia di spaccare tutto e farlo bene, e in buona parte già lo fanno.

Quindi sta settimana bisogna provare il “ KAY “ ma se preferite andare la prossima settimana QUI Valentina vi consigliare qualche libro ( rigorosamente a tema cibo ) da alternare al Netflix and Chill.


All images © 2018 Fabio Rovere