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Le strade di Torino


Le Petit Restaurant Japonaise

Le Petit Restaurant Japonaise

A pochi chilometri da Torino sono tante le cose interessanti che proprio non ci si può perdere e certamente nella lista va’ inserito questo piccolo gioiellino scoperto poco tempo fa, nascosto nella viuzza centrale del grazioso borgo di Piossasco. Sarà come andare a cena da amici con la differenza che loro, Simone e Naomi, parlano e masticano il giapponese molto bene oltre che cucinarlo da Dio per i propri ospiti.

Valentina


Le Petit Restaurant Japonaise

Via Palestro, 27, 10045 Piossasco TO (a 40 minuti di auto da Torino)

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Menù fisso da 35€ o 50€ con bevande incluse che cambia ogni mese

Le ragioni per cui andarci:

  1. Per provare  una cucina giapponese diversa da quella che troverete nei classici ristoranti
  2. Per assaporare il Giappone in un contesto diverso, più “casalingo” e intimo
  3. Perchè Piossasco non è poi così male per fare una passeggiata serale dopo cena!

Dietro il portone del borgo si nasconde un Drago 日本の竜

A 40 minuti di auto da Torino si arriva a Piossasco, piccolo comune del Pinerolese immerso fra i campi che vanta di una bella cornice di montagne e che giuro, non ho mai avuto modo di conoscere se non per la scoperta del “Piccolo ristorante giapponese con un solo tavolo”. È così che ho iniziato a sentirne parlare. Caspita! Un ristorante davvero particolare se può ospitare un solo tavolo di commensali. Ma non solo: lo stesso ristorante è al tempo stesso anche la casa dei due proprietari e in cucina si prepara autentico cibo giapponese. Sono mesi che mi lascio affascinare e finalmente riesco a prenotare la mia cena.

Dopo esserci addentrati nel grazioso borgo di questo paesino, seguiamo le indicazioni ricevute via sms. Arriviamo di fronte a un grosso portone, suoniamo il campanello ed entriamo in un piccolo cortile, saliamo una rampa di scale e lì troviamo ad aspettarci Simone che ci accoglie e ci da il benvenuto in abito tradizionale (credo uno jinbei) e con un gran sorriso. Neanche un passo oltre la tenda di lino che separa l’ingresso dalla sala che già mi sento a casa. Sono felice di essere qua.

Piossasco-Miyazaki con ritorno per due

La storia di Simone e Naomi, rispettivamente in sala e in cucina, la potrete leggere sfogliando il libricino/menù presente su ogni tavolo. Leggendolo vi sembrerà subito la trama di un film, troppo bella per essere reale tanto che, durante la cena, con la mia faccia tosta chiedo conferma della sua autenticità. Ebbene sì: i due si incontrano a Tokyo all’ingresso di un ristorante, lui torna in Italia e riprendono i contatti solamente dopo 10 anni,  ritrovandosi su facebook con l’idea di intraprendere questa nuova avventura come partners, in tutti i sensi.

Le Petite Restaurant Japonaise nasce infatti inizialmente come piccolo “Home Restaurant”, con il noto “unico tavolo da 8 coperti nel salotto di casa”. Nel corso degli anni si evolve ampliando gli spazi e aggiungendo una nuova sala dall’atmosfera più ricercata ed elegante. Tele e dipinti tradizionali decorano le pareti cerulee, il pavimento è grezzo in cotto e la mise en place tono su tono mi fa letteralmente innamorare, soprattutto dei bicchieri, che scopro fatti a mano da un bravissimo artigiano locale. Mi sento in un universo parallelo di pace in cui tutto è al posto giusto, molto zen. Iniziamo a sgranocchiare edamame mentre Simone ci versa dell’ottima birra giapponese. Ora siamo davvero curiosi di scoprire le altre portate.

Cosa si mangia in una casa giapponese?

La cena si apre con cetriolo e alga in agrodolce, un entrèe fresca e che ci apre il palato al  primo vero piatto: il sushi di Naomi: Sei maki con gambero, salmone, tonno, lattuga e maionese. Estremamente semplici e dal gusto ottimo. Dopo il sushi, zuppa di vongole e tonnetto molto saporita in cui si sente bene il  gusto del mare seppur resti nel complesso un piatto molto delicato. Vietato sorseggiarla senza fare rumore, i giapponesi fanno così.

Arriva nel frattempo anche del buonissimo Sakè. Mi raccomando, il bere è eccezionale (oltre che alcolico) quindi fate guidare il vostro compagno! 🙂

Seguono i gyoza, piatto forte e perfettamente riuscito con il “ripieno dei ripieni”. Quello a mio avviso più vincente: maiale, cipollotto, zenzero e porro. Questi ravioli al vapore, perfettamente brasati con la loro crosticina croccante, vanno poi intinti nella salsa Ponzu, una salsa di soia agrumata: ecco, vi presento il mio nuovo amore.

Poi una piacevole insalatina di lattuga, salsa ponzu e sesamo per riprendere l’equilibrio tra i sapori e dopo il  piatto inaspettato: bocconcini di pollo impanato nel panko con salsa agrodolce alla frutta e verdura e maionese giapponese. Credo che questo piatto descriva perfettamente il concetto di “cucina casalinga” proposta. Difficile trovare un piatto come questo al ristorante in città! Un piatto decisamente molto grasso,  goduriosamente intenso e gustoso.

Io sono già sazia ma manca ancora il dolce. Arriva una delicatissima bavarese spolverata di the matcha. Che dire? Un ottimo fine pasto per una dolcissima esperienza in questo angolo di Giappone a pochi passi da Torino. Non ve lo potete perdere.

Ja, mata!


All images © 2018  Valentina Brancaleon