Skip to content

Le strade di Torino


I Magazzini Oz a Torino: il pranzo chic, etico e gourmet

I Magazzini Oz a Torino: il pranzo chic, etico e gourmet

Entrare ai Magazzini Oz è come entrare in un nuovo mondo. Un mondo fatto di oggettini di design da acquistare nell’emporio all’ingresso. Fatto di torte e dolcetti da inzuppare nel tè. Di pranzi dal sapore internazionale. E di persone che ci mettono il cuore e l’anima per far funzionare questo bistrò. E il cuore si sente. E si vede. Negli occhi che brillano quando ti raccontano il loro lavoro! Se ancora non conoscete i Magazzini Oz, non potete perdere tempo e dovete andare a farci un giro!

Monica


Magazzini Oz
Via Giovanni Giolitti, 19/A | Torino

Ma – Sa | 11 – 23
Do – Lu | Chiuso

Sito | Facebook | Instagram

Costo | 12-20€ a pranzo / 30-35€ a cena

3 motivi per cui andare:
  • Per gustare un pranzo veloce e leggero in settimana
  • Per esplorare l’emporio e trovare oggettini per la casa e regali perfetti
  • Per un momento di relax pomeridiano, tè, dolcetti e un buon libro o il vostro computer

Un progetto con un cuore grande come … una casa

Magazzini Oz fa parte del grande progetto di Casa Oz (di cui Chiara & Luca vi avevano parlato qui). Serve allo scopo di dare una visibilità a Casa Oz che per necessità e vocazione è un luogo segreto e nascosto che offre rifugio alle famiglie in un momento di bisogno. Magazzini Oz vuole essere la sua espressione nel pieno centro della città, il suo sostegno economico con un’etica del lavoro di livello e un luogo dove il sociale diventa motivo di eccellenza nella ristorazione.

Ma i Magazzini Oz si rivolgono anche ai ragazzi con disabilità leggere oltre i 18 anni, quelli che non vengono accolti a Casa Oz perchè troppo grandi, o perchè (per fortuna) guariti. Ma spesso questi ragazzi si trovano in una situazione di limbo lavorativamente e personalmente parlando. La scuola dell’obbligo è finita, i loro amici vanno all’università o a lavorare, ma loro no. E si ritrovano così a sentirsi un peso per le loro famiglie e a non avere un futuro definito. I Magazzini Oz li accoglie e li forma; offre loro la possibilità di lavorare e di essere una gioia e un orgoglio per sè e per le loro famiglie. Questi ragazzi si liberano di una situazione di stallo in cui erano entrati e entrano a far parte della società e del mondo del lavoro con dignità e speranza.

L’imprenditoria sociale che vince la sua sfida

Entrando ai Magazzini Oz tutto questo non lo vedrete. Si capisce che è un posto speciale dall’atmosfera che c’è. Ragazzi gentilissimi che ti accolgono all’ingresso. Personale preparato al servizio ai tavoli. E quegli scaffali pieni e strapieni di libri alle pareti che ti fanno sentire a casa (o almeno io mi sento così perché a casa dei miei avevamo una libreria altissima e sottilissima che correva per tutte le pareti del soggiorno. Perciò quando vedo una parete piena di libri da terra al soffitto a me sembra di essere arrivata a casa…).

Il risvolto sociale però non è gridato ai Magazzini. Chi vuole intendere intende. Chi vuole invece viene qui perché è un locale esteticamente curato, dove si mangia bene e dove si viene accolti con calore. E i Magazzini Oz in questo hanno vinto la loro sfida: aprire il sociale all’imprenditoria.

Ma che cosa si mangia ai Magazzini Oz?

Il menù è semplice. Perfetto per la pausa pranzo di lavoro perchè il servizio è veloce, il menù cambia ogni giorno (sì, ogni giorno della settimana ci sarà una cosa diversa tra cui poter scegliere, ma si fanno i turni nella settimana, perciò se venite sempre il martedì troverete le stesse cose o molto simili), e i piatti sono gustosi e sani. Si punta molto sulla convivialità del pasto a pranzo, così ci sono alcuni tavoli più grandi che vanno anche in condivisione. Mentre la sera il servizio è più curato, più lento e i piatti sono più elaborati. Anche a cena il menù cambia spesso, esattamente ogni 6 settimane, così che se vogliamo tornare e ritornare non ci annoieremo.

Nel menù si trova sempre in ogni portata un piatto di terra, uno di pesce, uno vegetariano e uno della tradizione, così se avete un amico ‘straniero’ in città che vuole mangiare piemontese portatelo qui per il vitello tonnato, i plin e l’arrosto. Uscirà contento e soddisfatto! Anche la scelta dei vini è molto curata con produttori del territorio in carta.

Noi abbiamo assaggiato delle buonissime orecchiette con sugo alla trapanese (pomodori secchi, ricotta e mandorle) e una zuppa di pomodori con riso basmati. Insomma alla fine abbiamo mangiato veg! Anche se quando ho chiesto a Luca (responsabile della cucina) qual è il suo piatto preferito tra quelli che cucina ai Magazzini, mi ha risposto senza esitazione “Le mie costine di maiale” (forse non dovrei dirvela questa cosa….)!

Ma mi è molto piaciuto l’approccio di Luca alla cucina vegetariana, perché quando gli ho chiesto che cosa ne pensasse mi ha risposto che non aveva un pensiero definito della cucina vegetariana; nel senso che cucinare vegetariano per lui era ‘normale’, così come è normale preparare un piatto di pasta al pomodoro per una mamma italiana. E nella mia testa sono partiti grandi applausi 😉

Cura e cucina

Questo articolo sta diventando davvero lungo, ma ci tengo a raccontarvi un’ultima cosa… Per me cucinare ha un significato profondo. Cucinare per prima cosa vuol dire prendermi cura di me e del mio benessere. Credo inoltre che il cibo sia la nostra prima medicina e che sia fondamentale cucinare bene, con amore e con ingredienti adeguati per far sì che il nostro corpo e la nostra mente siano in salute. Credo inoltre che cucinare per gli altri e cucinare insieme sia un atto incredibile d’amore e un momento di condivisione e di unione. Così mi sono chiesta che ruolo potesse avere la cucina all’interno di Casa Oz. Luca mi ha raccontato che nel 2012 aveva tenuto un corso di cucina a Casa Oz per i bambini e le famiglie. Ed era rimasto sbalordito dal risveglio che aveva visto negli occhi di questi bambini. Bambini che avevano difficoltà a comunicare con gli altri e con i propri cari, ma che grazie alla manualità e all’atto di cucinare riuscivano a mettersi in rapporto con gli altri. E questo li commuoveva profondamente.

Il cibo inoltre è qualcosa che ci rende tutti uguali. Non importa quanto si è ricchi o poveri, sani o malati. Tutti abbiamo bisogno di mangiare, e di preparare da mangiare. E nell’atto di preparare il pranzo o la cena ci si riconosce tutti insieme.

Porto con me queste riflessioni nel cuore da quando ho conosciuto Luca, Chiara e Michelle dei Magazzini Oz. Le porto con me e ne faccio tesoro nei giorni in cui mi sento giù, in cui non mi sento all’altezza e penso al bene che invece posso fare con pochi semplici gesti. Penso ai loro sorrisi e ai loro occhi pieni di emozione quando raccontano del loro lavoro ai Magazzini Oz. E sento il loro calore tutte le volte che mi fermo qui per un caffè.


All images © 2019 Daniele Epifani