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Le strade di Torino


Petunia Ollister e le Bambine Ribelli

Petunia Ollister e le Bambine Ribelli

Ho da poco spento la mia prima candelina da contributor per Le Strade di Torino e facendo un resoconto degli ultimi 24 articoli mi sono resa conto di aver ficcato il naso un po’ dappertutto: gallerie, librerie indipendenti, studi creativi, show-room e localini mangia e bevi (perché diciamocelo, il design sarà pure bello ma anche lo stomaco vuole la sua parte). Ho conosciuto tante persone e le loro storie, spesso da dietro un bancone, una negozio su strada, un tavolo da lavoro. Ci sono personaggi e storie, però, che sarebbero state impossibili da scoprire se mi fossi aspettata di scovarle dentro una vetrina, personaggi il cui modo di vivere la città per molti aspetti coincide col mio e che si fanno promotori di bellezza, cultura, creatività, condivisione e vivono una vita decisamente fuori dalle righe. Petunia Ollister con i suoi #bookbreakfast per me è uno di questi e non potevo che trovarla con un libro in mano, circondata da altri esempi di intraprendenza al femminile, in quello che è stato l’evento di presentazione di Favole della Buonanotte per Bambine Ribelli al Circolo dei Lettori.

Arianna


Favole della Buonanotte per Bambine Ribelli

Sono tantissimi gli eventi promossi dal Circolo dei Lettori per favorire un luogo d’incontro tra pubblico e gli autori che lo appassionano, ma uno in particolare ha richiamato la mia attenzione: la presentazione del secondo volume di Favole della Buonanotte per Bambine Ribelli – il libro più finanziato nella storia del crowdfunding. Un libro che non è solo una raccolta di racconti, ma anche un prodotto editoriale di una bellezza inestimabile grazie alla partecipazione di tantissime illustratrici internazionali e ai loro personali tributi ad ognuna di quelle donne simbolo di intraprendenza e coraggio raccontate e ritratte nel libro.

A presentarlo c’erano ovviamente le autrici, Elena Favilli e Francesca Cavallo circondate da alcune delle “Bambine Ribelli” che si muovono nel sottobosco torinese, donne comuni ma allo stesso personaggi straordinari, portavoci di storie e di vite non-ordinarie come Enrica Baricco, la mamma di Casa Oz, di cui vi abbiamo già parlato in questo articolo di Chiara e Luca.

Tra le speaker che si sono alternate nel leggere alcune tra le biografie e le storie più emozionanti tratte dal libro (sarà stato il contesto ma la pelle d’oca e una lacrimuccia sono quasi sfuggiti anche a me) c’era anche Stefania aka Petunia Ollister, che con il Circolo ha preso parte a più di un’iniziativa letteraria (dalla posta del cuore ai brunch letterari) e che di libri ne mastica, eccome se ne mastica: almeno una volta al giorno, preferibilmente a colazione.

La colazione è il pasto più importante della giornata

Lo sappiamo tutti, la regola numero uno per affrontare con la carica giusta la giornata è una colazione abbondante. E se accompagnata da un libro anche meglio, perché nutrire il corpo fa bene ma anche la mente (e l’occhio, in questo caso!) vuole la sua parte: i #bookbreakfast di Petunia nascono proprio così, dal fortuito incontro tra la copertina di un libro e una tazza da colazione, che condividendo casualmente lo stesso colore e ritrovandosi al posto giusto nel momento giusto sono state catturate dal primo di una lunga serie di scatti che ha dato il via a quello che è oggi uno dei canali instagram più originali e belli, con quasi 29 mila follower.

Dal canale Instagram di Petunia non si riesce a cogliere molto di lei, ma si può provare ad indovinare analizzando i suoi scatti: avida lettrice, un gusto spiccato per il design e una (s)moderata passione per il cibo. Non parla mai di sé, ma piuttosto, lascia che le sue foto e i suoi amati libri parlino per lei: il suo è un invito alla lettura sussurrato in maniera discreta, senza filtri e senza opinioni o pretese, frutto di un puro desiderio di condividere qualcosa di bello nel tentativo di avvicinare altri lettori attorno ad una community ma anche per incuriosire quelli che, intimoriti dall’idea che la lettura sia prerogativa di un èlite di intellettuali, pensano che sia un mondo che non fa per loro.

Petunia è (forse) torinese quanto me: nessuna di noi due è nata qui, è vero, ma condividiamo lo stesso amore per questa città piena di possibilità e in cui anche chi viene da fuori non si sente mai fuori contesto. Ci siamo incrociate spesso tra un evento e l’altro ma fermarci entrambe ad un tavolo per uno scambio di battute e un aperitivo è stata una sfida per entrambe: lei scrive, legge, fa foto, parla al pubblico, gira come una trottola per tutta Italia, ha sempre qualche treno dietro cui correre. Davanti a un buon tagliere di formaggi e un bicchiere di prosecco in San Salvario mi racconta di come proprio qui, lei abbia trovato la sua dimensione in questa città: per essere sempre vicina alla stazione, e di conseguenza a Milano, la città in cui è nata e ha sempre lavorato.

Mi piace perché, oltre ad essere una persona che sprizza indipendenza e spirito creativo da tutti i pori, è riuscita a crearsi il suo microcosmo semplicemente assecondando e nutrendo le passioni che la muovono di più, condividendole con gli altri ma senza mai cercare avidamente approvazione (e su Instagram, di questi tempi, non è facile trovarne di persone così). Le pagine di un libro sfogliate tra uno sbadiglio e una tazza di caffè sono state il rito di passaggio che l’hanno accompagnata, oggi, a scrivere per La Stampa e Robinson – inserto culturale di Repubblica – fino alla pubblicazione di quello che è Colazioni d’autore #bookbreakfast, il suo libro edito da Slow Food, foto di colazioni belle e buone con ricette ispirate ogni volta a un libro diverso.


All images © 2018 Arianna Cristiano