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Le strade di Torino


Sakaposh | Sip, Eat, Meet, Repeat

Sakaposh | Sip, Eat, Meet, Repeat

La perla “nascosta” in San Salvario. Così mi sento di definirla e non certo per la location, che è la conosciuta piazza Madama Cristina, ma perché dietro la porta d’ingresso svela spazi sorprendenti e un carattere importante. Un palazzo di fine 800 disposto su due livelli completamente ristrutturato. Mattoni a vista, lampade in sospensione, atmosfera calda accompagnata da piacevole musica soft in sottofondo. C’è anche un delizioso terrazzo interno. I materiali sono ricercati e la mise en place minimale. L’eleganza qui è di casa.

Già so che questo posto mi ruberà il cuore. Benvenuti da Sakaposh.

Valentina


Sakaposh

www.sakaposh.com | Facebook | Instagram

P.zza Madama Cristina, 6 – 10122 Torino| +39 339 37 89 445

Ristorante 12.30-14.30 / 19.30-23.00

Wine Bar 18.00 – 00.00

Chiuso lunedì e martedì a pranzo

€€


Il coraggio di non essere ordinari

Due punte di una sac à poche che si incrociano e lo strumento “inglesizzato” con “posh”: eleganza.

L’avventura inizia circa 8 mesi fa dall’estro di Luana Fondacaro, giovane imprenditrice e titolare, oltre che sommelier e responsabile di sala. Donna intraprendente con alle spalle un’importante esperienza oltremanica in ristoranti stellati londinesi.

La proposta è quella di una cucina concreta che affida grande importanza alla materia prima e alla cura del dettaglio e che vedrà a breve importanti novità in cucina.

Tre tipologie di menu in carta: “L’ingrediente”, menù che cambia mensilmente e si sviluppa su un ingrediente stagionale (questo mese la zucca), “Falso di tradizione” con proposte piemontesi rivisitate, e “A mano libera” per concedersi all’ispirazione dello Chef.  A pranzo, nei giorni feriali è disponibile anche un menu a prezzo fisso per non rinunciare a una pausa di gusto.

Ma Sakaposh non è “solo” ristorante. Ogni sera dalle 18.00 potrete sedervi al bancone e ordinare sfiziosi “bocconi”, sorseggiare ottimi cocktail, birre artigianali oppure attingere dalla loro cantina che si differenzia per la presenza di un’altissima gamma di vini stranieri.

Lasciatevi guidare da Luana e, come non smetterò mai di consigliarvi, sperimentate qualcosa di nuovo andando oltre i confini piemontesi e, perché no, anche italiani.

A proposito di nuove esperienze, qui ne potrete vivere una davvero speciale: il “Dessert bar”. Avete presente quella voglia di dolce che vi tormenta dopo cena? Voglia di qualcosa di particolare e non banale… Io la conosco fin troppo bene, e da Sakaposh potrete soddisfarla scegliendo fra uno o più dessert dalla lista, ma non è tutto, potrete anche vederli comporre davanti ai vostri occhi e interagire con il Pastry Chef come in un vero show-cooking. No, non è un sogno, anche se così potrebbe sembrare.

Sakaposh e l’importanza del dettaglio

Il primo impatto con questo locale e il suo staff, senza aver ancora né letto la carta né mangiato, è più che positivo. Questo perché il personale di sala è molto preparato e sa farmi sentire subito a mio agio. Mi guida alla scelta dei piatti descrivendoli minuziosamente e nulla è lasciato al caso. Questo è per me un fattore di grande importanza nella scelta di un ristorante. Non basta mangiare bene, ma è l’esperienza nel suo complesso a determinarne se ci tornerò o meno.

Così da Sakaposh, in questa perfetta cornice, escono dalla cucina una delizia dopo l’altra. Provo per la prima volta nella vita la Trippa (lo so è inaccettabile che non l’avessi ancora mai assaggiata) e come si dice? “La prima volta non si scorda mai”. Soprattutto se è “Trippa al Vermouth Rosso con cavolo nero e chips croccante”. Buonissima, o come dice Fabio, che è con me e ne è invece intenditore: “Spacca!”. Scelta coraggiosa quella di inserirla nel menù.

Poi “Crema di cime di rapa, mozzarella di Bufala di Moris (azienda del cuneese) e panissa ligure”. Adoro percepire diverse consistenze e temperature in un piatto. La delicatezza della crema tiepida, il tocco fresco della Bufala e la croccantezza dei tocchetti di panissa ligure. Wow.

In seguito due proposte dal menu con l’ingrediente di stagione, la zucca: “Cotechino con crema di zucca, amaretto e mostarda cremonese” e “Coscia di pollo allevato a terra su crema di zucca e broccolo”, il trionfo della semplicità della cucina casalinga con quel tocco in più.

Dulcis in fundo, il momento che attendevo questa volta più di sempre: il dessert, che ovviamente non delude. Si chiama “Chocolate mood” ed è un tripudio di cioccolato. Bavarese al cioccolato fondente, gelato al cioccolato bianco con nocciola tonda piemontese e tegola al cacao. Tremendamente soddisfacente, persistente. Il modo perfetto per concludere un piacevolissimo percorso.

Tornerò certamente per la degustazione dei dolci al bancone, in una di quelle serate in cui sarò alla ricerca di qualcosa di speciale e ora so che sarà esattamente qui ad aspettarmi.

Potete esplorare qui anche gli altri posti che amiamo in San Salvario.


All images © 2017  Fabio Rovere

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