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Le strade di Torino


Storia di una bicicletta

Storia di una bicicletta

Lassie è una bicicletta bianca e rosa, con telaio sinuoso da 28”.

Lassie era una delle tante biciclette che sfrecciano per il centro della città, sfidando il traffico di Torino, i sampietrini e le buche, i binari del tram.

Per me, come tanti torinesi, è impensabile immaginare di attraversare la città senza essere seduti su un sellino. In primavera ed estate godi dell’aria fresca che ti accarezza, in inverno ti riscaldi col movimento.

Ho il ricordo di alcune Domeniche a pedalare lungo il Valentino, giù fino al parco delle Vallere, dove ti senti un po’ in campagna, oppure lungo al Po, dall’altro lato, fino alle chiuse dello Stura, dove lo Stura e la Dora si incontrano e la città finisce.

Bene, Lassie è stata la mia compagna di avventure e ha una storia alle spalle molto torinese, che vi voglio raccontare.

È arrivata a Torino dalla provincia a bordo di un treno, lucida e fiammante, troppo fiammante per non essere notata.

È bastato qualche giorno di vita in strada, una mattina mi affaccio alla finestra e non c’era più. Rapita durante la notte per essere trasportata nelle viuzze del Balòn di un sabato mattina. Ne avevo sentite tante di storie così da amici, ma quella volta era successo proprio alla mia. D’altronde una volta mi era stato detto: “non hai veramente vissuto a Torino se non ti è stata mai rubata una bici!”.

Ma tra i vicoli del Balòn, ho riconosciuto Lassie, era ancora lucida e fiammante ed è ritornata a casa con me.

Da quel giorno ho scoperto la città in sella alla mia bici, dal Lingotto a Barriera di Milano, dal pre collina fino a Venaria Reale. Quasi completamente pianeggiante, Torino è perfetta per essere girata pedalando.

E dopo anni di slalom tra le auto, cadute a terra, corse al Valentino, caldi torridi e fiocchi di neve sulla sella, il telaio ha ceduto, rompendosi a metà. Complici gli ennesimi sampietrini, le ennesime buche, gli ennesimi binari del tram delle strade di Torino.


All images © 2017 Anna Silenzi