Skip to content

Le strade di Torino


Tomdesign

Tomdesign

Il sabato mattina mi trovo spesso a vagare senza una meta precisa nel quartiere di Vanchiglia, il mio, inseguendo gli angoli in cui la luce riesce a farsi spazio tra i fitti palazzi e incontra la foschia mattutina, creando quell’atmosfera sospesa e silenziosa che si crea vicino al corso del fiume Po. È così che ho scovato il posto in cui vi porto oggi, che con le sue vetrine su Corso San Maurizio prende in prestito un po’ di questa luce e involontariamente la rende parte dell’arredamento. Una luce che si diverte a giocare con le pareti dai mille colori che si intravedono dalla strada. Non mi intendo di interior design ma l’idea di curiosare oltre questa vetrina ce l’avevo da tempo. Allora una mattina ho rubato un caffè e quattro chiacchiere a Giorgio, che, insieme alla sua socia Laura, porta avanti da anni questo coloratissimo progetto che porta il nome di Tomdesign.

Arianna


Tom Design | Arredamento e lampade

Corso San Maurizio 73
+11 1970 7397

Aperti dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00
Chiuso la domenica e il lunedì

€€/€€€


Un Tom Dixon è per sempre

Di cosa si occupa Tomdesign? Di progettazione architettonica e d’interni. Uno spazio dalla doppia anima: una galleria/showroom e uno studio. La continua ricerca di nuovi designer e arredi da proporre nel proprio negozio – e ai clienti che richiedono un loro servizio di progettazione d’interni – attinge da quello che è l’ambiente internazionale piuttosto che limitarsi alla sola scena italiana, dando ampio spazio alle produzioni meno conosciute in Italia. La sperimentazione e l’originalità sono il marchio di fabbrica di tutte le produzioni esposte in vendita, espressioni artistiche di designer provenienti da tutto il mondo che non si preoccupano di certo di colorare dentro ai margini del foglio. Che si tratti di designer emergenti o già affermati non importa: c’è posto per tutti da Tomdesign.

Partendo da Tom Dixon, un nome che non ha bisogno di presentazioni e che emerge più di una volta nei racconti di Giorgio – e anche nella collezione della galleria. Impossibile poi non menzionare anche il vaso da fiori Shiva in ceramica smaltata rosa di Ettore Sottsass per DB Barcelona. Un pezzo di storia del design nonché un articolo decisamente originale da esporre con fierezza nella propria casa: i pranzi della domenica saranno sicuramente più divertenti, se dovrete spiegare alla nonna la storia di quel vaso dalla forma così bizzarra.


E se poi avete un gusto decisamente più nordico ma siete stanchi della solita libreria Billy di Ikea, il compromesso giusto sta nelle produzioni Hay (i vassoi esagonali, vi dicono qualcosa?), brand danese paladino di tutti noi designer dal gusto moderno ma dal portafoglio sottile. Se parliamo poi di fenomeni pop non possiamo restare impassibili alle immagini provocatorie e brillanti di Toilet Paper per Seletti: ammetto che ho sempre avuto il debole per Maurizio Cattelan e il suo “black humor vestito di colori pastello”. Potrete limitarvi a regalarvi dei piatti in metallo smaltato oppure osare con il tappeto di pile che con il suo sguardo magnetico riesce difficilmente a non farsi notare.


Gli articoli che mi hanno forse attratto di più sono quelli della collezione di mobili Wrongwoods, frutto della collaborazione tra Sebastian Wrong e Richard Woods nata all’interno del programma di Established & Sons (di proprietà di Stella McCartney) in cui professionisti provenienti da campi creativi diversi applicano il loro talento ad un unico progetto: il risultato si traduce in mobili e arredi ispirati agli anni 50 e reinterpretati attraverso il linguaggio di Woods, con quei suoi motivi che richiamano la texture e le venature del legno, così riconoscibili e attuali che mi hanno stregata.

Insieme a Giorgio inoltre, abbiamo passato tantissimo tempo a sfogliare e ad ammirare le bellissime carte da parati dalle ambientazioni surreali di Timorous Beasties: rettili, motivi floreali, farfalle e insetti di tutti i tipi e tutte quelle “bestiole timorose” che danno il nome al progetto. Interessante e provocatoria è anche la reinterpretazione che fanno della tappezzeria in stile Toile de Jouy, in cui non vediamo rappresentate scene di campagna o paesaggi del ‘700 ma scene di quotidianità legate alla Glasgow o alla Londra contemporanee, con il loro degrado sociale e i loro personaggi malfamati. Un “Bansky da salotto”, oserei dire.



Chi osserva bene, infine, potrà scovare tra le tante collezioni internazionali, anche rari ma preziose opere d’arte di artisti torinesi come il pittore contemporaneo Demian e l’illustratore Roberto Necco, il cui studio si affaccia proprio sul cortile interno del palazzo.


Tomdesign oltre la vetrina

Ma lo spazio entro cui Tomdesign muove i suoi passi, non si limita ad essere un ambiente passivo, una sola collezione di bellissimi oggetti conservati dietro ad una vetrina. In passato ha ospitato incontri ed eventi con artisti e designer dal respiro internazionale, nell’intento di creare una rete e anche un interesse generale nei confronti di questo ambiente. Ma l’attività più importante di Tomdesign si svolge dietro le quinte, anzi, dietro una parete verde acido. Infatti, appena girato l’angolo, si nasconde una stanza piena di fermento in cui computer e fogli di carta sono testimoni di anni d’incessante progettazione architettonica e d’interni, che è di fatto l’attività principale dello studio.

Ho imparato che progettare uno spazio vuol dire anche dover lavorare in degli ambienti che hanno già una loro identità o degli elementi al loro interno che non cambieranno col tempo: la sfida sta nel proporre una soluzione che soddisfi la necessità di rivisitare in modo più contemporaneo questi spazi, mantenendo però attinenza con quello che ognuno di questi si porta dietro. Per questo la proposta presente nella galleria e nei progetti di Tomdesign spazia tra stili diversi e materiali diversi, nell’ottica di rispettare e valorizzare il progetto che si ha tra le mani, ed ha spesso un occhio rivolto anche all’ambiente: d’altronde, come Giorgio mi fa notare, l’ecosostenibilità di un prodotto, dipende non solo dal materiale ma anche dalla sua durabilità nel tempo. Più qualità uguale meno sprechi.

Ecco, se dovete arredare la vostra casa o semplicemente fare un regalo che lasci il segno, è arrivato il momento di fare un salto da Tomdesign. Il Natale è dietro le porte!

Ps. Sapete che anche EDIT ha optato per il design nordico? Alcuni sgabelli di Gubi potete trovarli lì: qui l’articolo di Gianluca che parla dell’inaugurazione del nuovo place-to-be torinese!

Leave a Reply