Skip to content

Le strade di Torino


Un giardino al piano rialzato: a Torino c’è!

Un giardino al piano rialzato: a Torino c’è!

Che io ami Torino, ormai, non dovrebbe essere più un mistero ma rimane per me sempre emozionante scoprire come questa città mi sorprenda, ogni volta, anche con angoli e scorci che conosco bene, anzi benissimo. Sono cresciuta in Borgo Nuovo, quella parte della città che sviluppa da via Roma in giù, verso il Po, ed è in questo quartiere che ho respirato da ragazzina  le facciate neoclassiche, i volumi e le forme sobrie di una bellezza poco ostentata e soprattutto sabauda. E’ in giro per quelle vie che ho camminato su acciottolati sconnessi, sono tornata mille volte a casa con gli occhi rivolti verso la collina ed ho giocato al sole nei prati dei giardinetti. Eppure, a distanza di anni, non mi sono ancora abituata allo spettacolo che, una volta saliti i gradini che la separano dalla strada, si mette in scena nell’aiuola Balbo: un ritaglio di verde al piano rialzato, ammettiamolo, non ce l’hanno mica tutti…


Giardino Aiuola Balbo

Compreso tra le via Cavour, dei Mille, San Massimo e Accademia Albertina

Sempre aperti


Se cerchi l’ombra, hai fatto centro

La calura, in estate, a Torino, morde. Le vie del centro sono ampie e spaziose, luminose e dritte: l’affascinante linea retta torinese lascia al sole campo libero nel  bruciare l’asfalto e le pietre dei marciapiedi. Per questo conoscere i giardini disseminati tra le vie può salvare la vita come è successo a me la scorsa settimana, quando ho deciso, una volta di più, di salire i gradini che separano il piano strada dalla frescura degli alberi dell’aiuola Balbo.  Sono curiosi, a pensarci, dei giardinetti sopraelevati ma questa loro particolarità è dovuta dal rimaneggio urbanistico dell’800, ancora una volta: qui, sulle rovine dei bastioni difensivi verso il Po demoliti da Napoleone, sorgeva un’ampia area verde che inglobava l’aiuola stessa, i giardini Cavour e piazzetta Maria Teresa. Erano i famosi Giardini dei Ripari, realizzati ad uso e consumo dei residenti delle nuove case signorili del quartiere e, ben presto, diventati il cuore dell’allora movida torinese. Col tempo, poi, aumentando la popolazione ed essendo necessarie nuove residenze, i giardini furono smembrati in diversi pezzi dei quali uno, appunto, divenne lo spazio dedicato al politico e scrittore Cesare Balbo. La sua realizzazione fu affidata all’allora ingegnere capo della città, Edoardo Pecco, che la disegnò molto lineare e geometrica, sopraelevata e chiusa da cancelli: uno stile che,  nessuno me ne voglia, ci si poteva aspettare da un ingegnere…

Di fontane, giochi e scherzi vegetali

Una volta saliti i gradini, è molto piacevole il contrasto tra il perimetro ombreggiato dai dolci tigli e la vasta spianata centrale dove luccicano due grandi bacini d’acqua: gli alti spruzzi delle fontane disegnano spesso arcobaleni, mentre microscopiche goccioline vi possono rinfrescare quando vi attardate a passeggiare sui bordi delle vasche. Se avete bambini più o meno piccoli, è uno spazio che fa per voi: ci sono bellissimi giochi sul lato via Cavour mentre gli ampi viali in terra battuta ed i prati –padroni di cani permettendo…- possono essere usati per partite a pallone o sfide ad acchiapparella. Se vi ho già parlato del profumo che si sprigiona dai tigli, vi devo anche avvertire di un ‘olezzo’ opposto. Il lato che si affaccia su via dei Mille, infatti, è ombreggiato da numerosi esemplari di Ginko Biloba: si tratta di una pianta bellissima –che vale la pena di andare a vedere nella sua veste autunnale, gialla che più gialla non si può- ma che ha dei frutti puzzolentissimi.  Statene alla larga, da ottobre in poi, perché vi assicuro che sono pestilenziali!

I miei tre motivi per visitarli e viverli:

  • Il viale perimetrale di tigli che, tra fine maggio e giugno, produce una fioritura abbondantissima dal profumo intenso e dolce: conviene sedersi su una delle panchine e lasciarsi inebriare. Capita solo una volta all’anno…
  • La giostrina in legno che, non sempre però, viene posizionata nei giardini: quando la vedrete girare vi troverete catapultati immediatamente qualche secolo indietro. O in una versione torinese del  meraviglioso mondo di Amelie.
  • La magia e la gioia dei giochi d’acqua centrali che, soprattutto nei caldi pomeriggi estivi, trasmettono una sensazione di frescura e bellezza.


All images © 2018 Elisa Campra