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Le strade di Torino


Una gita tra i meravigliosi castelli delle Langhe

Una gita tra i meravigliosi castelli delle Langhe

Ho deciso di portarvi a fare un mini viaggio in questo territorio, ma questa volta un pò diverso dal tradizionale giro alla Morra o Barolo: un tour architettonico tra i meravigliosi castelli Langhesi.

I torinesi sono fortunati: abitare nella città sabauda, avere le alpi vicine, essere a poche ore dal mare e avere le langhe a portata di mano, é quasi come avere un giardino dietro casa, perfetto per una giornata fuori porta. Le langhe sono un territorio fantastico e, si sa, nessuno può dire il contrario: si mangia bene, si beve meglio ancora e ci si perde tra le vigne – se non troppo sbronzi – a guardare il magico paesaggio, fatto di cucuzzoli su cui sorgono meravigliosi castelli color ocra che svettano tra i verdi filari di vite.

Spero pochi di voi abbiate passato l’estate in città, io sono stato costretto a scrivere la mia tesi, ma non mi sono privato di qualche giornata fuori porta. Così un giorno di agosto ho deciso di andare ad Alba e da lì partire per il mio itinerario, direi quasi “medievale”, di una giornata.

Mike


La prima tappa: il Castello di Roddi

Poco distante da Alba,dopo un breve tratto in auto sono giunto a Roddi,  prima tappa del tour dei castelli. Roddi è davvero un piccolo paese costruito intorno al suo castello,che risale alla fine del Trecento ma già qualche secolo prima in quell’area ne era presente un altro. Questo castello sorge ai piedi di una piccola e pittoresca piazzetta circondata da edifici sulle tonalità calde dell’ocra e del rosso mattone, su cui affaccia la bellissima la chiesa barocca di S.Maria, con una facciata in laterizio davvero sabauda. A lato, dipinta sulla stradina, il gioco della settimana che mi fa tornare bambino in un attimo…

Dopo qualche passo a piedi, si raggiunge il castello passando vicino al vecchio campanile, isolato dalla precedente chiesa che venne demolita nel Settecento; in quel punto si ha una vista bellissima sulle langhe.
Passato la meravigliosa arcata di accesso alla corte (una volta c’era un ponte levatoio – senza coccodrilli e piranha- ma aimè distrutto), ho provato ad entrare nel castello e, nonostante fosse chiuso, (qui gli orari) sono riuscito a fare una breve visita guidato dal custode. All’interno sembra che il tempo si sia fermato. Le pareti, gli affreschi, raccontano lo scorrere delle epoche, la storia di famiglie nobiliari che l’hanno abitato fino al 1814, prima che diventasse dei Savoia. Pensate che questo divenne anche un asilo governato da suore, prima di essere poi lasciato al comune.

Di questo posto  vi farete incantare dalla portone di accesso al cortile del castello che si affaccia sulle langhe, dagli affreschi medievali che compaiono tra le pareti scrostate, gli originali cassettoni lignei decorati e dalla porta di ingresso che chiuderete finita la visita.

Seconda location: Grinzane Cavour. Il castello di Camillo

Seconda tappa del percorso giornaliero è il famoso Castello di Grinzane Cavour. E che dire? Meraviglioso. Non a caso fu scelto come abitazione nel 1830 ( a dire il vero ci andò per amministrare i beni dei suoi zii) e divenne anche sindaco del paese per 22 anni! Questo castello – spettacolare, e lo sottolineo- si trova immerso in un suggestivo paesaggio tra i vigneti, divenuti patrimonio UNESCO.

Il castello non ha una datazione precisa, in quanto ha subito diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, infatti nacque come fortificazione militare e solo successivamente divenne residenza. Possiamo dire che la maggior parte della costruzione risalga al Trecento, le decorazioni, infatti, sono prettamente di quell’epoca.

Camminando intorno al suo perimetro rettangolare mi perdo a osservare le torrette di avvistamento, le finestre dalle forme diverse, le torri principali che nascondono una merlatura ormai coperta da alcuni tetti che ricordano la torre del castello di Mago Merlino. Arrivato all’ingresso, mi sono tuffato nel passano non appena ho varcato le porte. All’interno c’è un museo e una vineria…da perdere la testa ( oltre che il portafoglio!!!).

Si può accedere alla corte interna, piccola e intima: un pozzo, alcune piante ma c’è anche il ristorante con una delle viste più belle che abbia mai osservato: un’arcata completamente vetrata che incornicia il paesaggio dei vigneti, la cosa meravigliosa è che puoi mangiare ammirando questo spettacolo!

Il prezzo non è alla portata di tutti, però un giorno mi toglierò questa soddisfazione! Sgattaiolato fuori dal castello prima che un’orda nipponica mi avvolgesse, percorro la discesa di accesso al castello, inebriato dal profumo di lavanda delle siepi, per giungere alla macchina che mi porterà alla terza tappa: il castello di Castiglione Falletto

Next stop: Castiglione Falletto

Il piccolo borgo di Castiglione Falletto sorge sopra una collina, come molti dei paesini delle Langhe. In centro al paese si innalza il piccolo castello dalla storia secolare: infatti è tra i più antichi della zona, risale  circa al XI secolo.

La sua grande torre circolare lo rende ben visibile già in lontananza, ma ne possiamo trovare anche altre tre più piccole.Il castello è circondato da silenziose viuzze su cui si affacciano alcune case, il centro del paese con il campanile.

La forma del castello è davvero originale, diversa da quella di Grinzane Cavour perchè, essendo arroccato sulla collina ha dovuto adattarsi alla morfologia del terreno. Come tutti gli edifici storici, questo castello ha subito diversi interventi ( anche a causa di alcuni eventi bellici locali): nel ottocento fu infatti trasformato e adattato alle esigenze abitative di famiglie nobili che lo trasformarono in residenza di campagna, in particolare la famiglia Vassallo che dal 1870 ne è proprietaria. Percorrendo lo scalone che conduce al castello, si trova la chiesa di San Lorenzo, ma una volta arrivato in cima scopro che il castello è di proprietà privata ( e beati i proprietari!)  quindi non visitabile, se non in alcuni rari periodi. Nonostante questo piccolo problemino, ne è valsa comunque la pena: il paese è comunque un gioiellino.

Last but not least: il castello di Serralunga d’Alba

Prima di concedermi una bella cena in uno dei ristoranti più buoni di Alba ( ve ne parlerò nel prossimo articolo, vi spoilero che si chiama Albamare) ho fatto tappa nel bellissimo castello di Serralunga d’Alba. Vi do qualche mia impressione: a parer mio questo è tra i castelli più interessanti che ho visto e ne vi consiglio vivamente di passarci anche solo per una visita veloce; lo ritengo ironicamente “sexy” in quanto la sua silhouette é molto slanciata.
Infatti, già in lontananza si vedeva svettare tra le colline. Per entrare nel borgo si attraversa un passaggio molto stretto e con la macchina quasi si passa a fatica. Qualche passo per le strade ciottolate del paese tra una bottega di prodotti artigianali e un’enoteca – che mi tenta con dell’ottimo vino e le prelibatezze delle langhe a cui non ho potuto dire di no- e si giunge in cima al castello. All’ingresso una targa mi da qualche cenno storico sulla storia… e anche qui c’è lo zampino delle famiglia Feletti che nel Trecento ( anno molto movimentato pare) decise di far costruire il castello tra il 1340-1357. Quello che ammiriamo oggi è come si presentava all’epoca, su per giù . Sono rimasto incantato a guardare il portone aperto che lasciava andare lo sguardo verso i vigneti senza fine che pare sembrano disegnare un pattern sul paesaggio. Dopo aver varcato la soglia una corte vi accoglierà, da lì inizierete – se vorrete- la visita alle sale del castello. Prima di addentrarsi tra le stanze, sono sceso le scale per raggiungere i giardini medievali da cui si ha una vista quasi a 360° sul territorio e boh, mi domando come non si possa amare la nostra bellissima regione, ci manca solo il mare… anche se abbiamo bellissimi laghi a poche ore da noi!

Il mio breve, ma intenso, tour tra i castelli finisce qui, non mi resta che andare a cena… Buona gita!

Mike


All images © 2018 Mike Negrelli