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Le strade di Torino


Val d’Aosta cosa fare durante il weekend

Val d’Aosta cosa fare durante il weekend

All’inizio della nostra prima passeggiata P mi ha chiesto: “Preferisci il mare o la montagna?” E io osservando queste magnifiche cime innevate non ho saputo rispondere perchè è una domanda a cui non si può dare risposta; bisogna immergersi nel momento e goderselo tutto fino in fondo. Perchè il mare è bello, ma come ti risveglia e ristora l’aria di montagna nessuno può… E voi: preferite il mare o la montagna?

Monica


Da Aprile a Settembre

Val d’Ayas – Provincia di Aosta


Una destinazione vicinissima a Torino per un weekend di sole e natura

La Val d’Aosta devo ammettere non è una metà solita quando si pensa a evadere per un weekend da Torino, ma è davvero una destinazione perfetta. A solo un’ora (o poco più di macchina) dalla città vi ritroverete completamente immersi nella natura. Un post perfetto se siete amanti delle camminate e del relax.

Nello specifico siamo andati in Val’Ayas, ossia la valle più vicina al confine Piemontese (non possiamo mica abbandonare la terra Torinese di troppo no?) e quella ai piedi del Monte Rosa. Numerosissimi sono i sentieri che partono ad ogni curva di strada. Vi consigliamo di chiedere in albergo o di seguire i nostri consigli! Ma devo avvertirvi, non sono una a cui piacciono le passeggiatine leggere leggere…!

Il Primo giorno: Escursione al Lago Blu

Dopo un’abbondante colazione in una sala inondata di luce e freschi di prima giornata, avevamo voglia di un’escursione di quelle ‘serie’. Avevo trovato un’escursione di circa 3 ore che ci permettesse di salire un po’ in quota e che arrivasse in un luogo panoramico.

La camminata parte da Champoluc, paese davvero caratteristico e molto attivo in periodo sciistico. Il primo tratto, in salita, si può fare in seggiovia oppure a piedi e dura circa 1 ora arrivando a Crest, arrivo di numerose piste da sci. Da qui si prosegue in un percorso per lo più pianeggiante in mezzo ai boschi fino a Resy, piccolo borgo dove si trova l’ottimo rifugio Ferraro e dove vi consiglio vivamente di fermarvi per pranzo perché è conosciuto per la sua polenta.  Dopo esservi rifocillati (noi no ovviamente, abbiamo solo agguantato due panini da mangiare una volta arrivati in vetta!) proseguiamo la camminata verso il Lago. Da Resy la strada è ancora pianeggiante e si raggiunge inizialmente il Pian di Verra, un ampio spazio che d’estate è preso d’assalto da campeggiatori e pic-nic. E da qui ricomincia la salita, su fino al Lago Blu a 2211 di altitudine. D’estate sul lago si aprono bellissime spiaggie; quando siamo arrivati noi era invece ghiacciato e sembrava più verde che blu. Per arrivarci si impiegano circa 3 ore e mezza. Perciò per il ritorno anziché tornare indietro dalla stessa strada abbiamo tagliato verso St. Jacques. Eravamo davvero stanchissimi e dopo il pranzo cercavamo disperatamente un bar o un rifugio per un caffè. Non l’abbiamo trovato fino a Saint Jacque, ma qui ci siamo sentiti in diritto di provare il caffè valdostano nella famosa grolla dell’amicizia. In poche parole una bomba ad orologeria: caffé lungo, genepi, rum, gin, arancia, cannella e zucchero.

Ripartiti miracolosamente su due gambe… siamo tornati (stanchi, distrutti, ma felici) a Champoluc dove ci aspettava la macchina.

Il secondo giorno: La Ru d’Arlaz

Memori delle fatiche del primo giorno, abbiamo deciso che volevamo prendercela più calma e abbiamo optato per la passeggiata consigliata dall’albergo, un percorso adatto a famiglie e bambini. E di finire la giornata alle Terme del Monterosa. Programma perfetto no? … così sembrava, ma forse non mi conoscete ancora bene!

rotterdam city break

Partiti in tranquillità direttamente dall’albergo iniziamo il percorso che si snoda interamente su pista poderale e costeggia il canale irriguo del Ru d’Arlaz che serviva ad irrigare la valle. Il percorso totale è lungo 11 chilometri e attraversa boschi, villaggi, pascoli e cascate. Lungo il percorso si possono trovare anche degli attrezzi per fare esercizi, nel caso in cui passeggiare non sia abbastanza per voi.

Dopo un po’ il percorso costeggia una cascata, di cui la leggenda narra che vi si trovasse una porta tagliata nella roccia viva e sormontata da un buco perfettamente tondo. Il buco dava accesso ad una caverna al cui interno si trovava un vitello tutto d’oro. Si poteva accedere alla cascata solo a mezzanotte della notte di Natale, ma la porta di pietra si richiudeva dopo poco tempo imprigionando per un anno intero chi vi entrava. Superiamo la cascata e arriviamo fino al Mulino, stregato secondo la leggenda e che ancora oggi ospita una strega. Da qui anziché tornare indietro (perché sarebbe stato troppo semplice!) decidiamo di avventurarci oltre alla ricerca di un ristorante, come al solito.

Il mio consiglio: portatevi il pranzo al sacco e comunque nei pressi del Mulino voltatevi e tornate indietro. A quel punto avrete davanti solo un paio d’ore di cammino e potrete andare a godervi le meritatissime terme!

Cosa e come si mangia in Val d’Aosta

La cucina tipica Valdostana è abbastanza… bisogna ammetterlo… pesante! Si vede e si sente che qui si mangia per irrobustirsi e soprattutto per scaldarsi. E’ il regno della polenta, degli stufati, della selvaggina e dei formaggi. Per quanto riguarda le verdure e la frutta sono un contorno e ogni tanto fanno capolino sulla tavola… ma di certo non sono la portata principale. Di certo una cucina non molto ricca a livello nutritivo, ma sicuramente deliziosa e che per un paio di giorni di libertà va sicuramente bene! E quindi via libera alla polenta con il formaggio bleu d’Aosta!


All images © 2017 Monica Pianosi

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